La meditazione è una pratica cognitiva complessa associata a significativi cambiamenti neurofisiologici, in particolare nei praticanti a lungo termine. Questi individui rappresentano un modello umano ideale per indagare i cambiamenti neurali legati a un impegno cognitivo costante, frequente e sostenuto. Tuttavia, nelle società occidentali, i praticanti a lungo termine sono relativamente rari rispetto alle comunità monastiche orientali.
In questo studio, ci avvaliamo della collaborazione con una popolazione monastica unica, i monaci e i Geshe dell’Università Tibetana di Sera Jey in India, per esaminare gli effetti a lungo termine della meditazione sulla connettività cerebrale effettiva a riposo (resting-state). Nello specifico, ipotizziamo che diversi livelli di esperienza meditativa modulino le connessioni intrinseche in due reti cerebrali di resting-state: la Default Mode Network (DMN) e la Salience Network (SN).
Per testare questa ipotesi, abbiamo applicato il Dynamic Causal Modeling (DCM) all’EEG per analizzare la connettività effettiva. I nostri risultati rivelano che la pratica della meditazione, a lungo termine, può alterare la connettività all’interno della DMN e della SN, con pattern di modulazione distinti in base all’esperienza del meditatore. I meditatori esperti sembrano mostrare un potenziamento dell’elaborazione autoreferenziale nella DMN e una ridotta reattività nella SN, supportando l’idea che la meditazione affini il controllo dell’attenzione e la consapevolezza interna.
Questi risultati offrono nuove prospettive sui meccanismi neurofisiologici alla base della meditazione a lungo termine e sottolineano il ruolo dei praticanti monastici come modello inestimabile per studiare le modificazioni del cervello umano legate all’esperienza

Indagine su meditazione e cervello
Questa ricerca è l'esito dello studio iniziato anni prima. Pubblichiamo l'intervista relativa allo studio precedente e il breve racconto di due monaci di Sera Jey in visita all'Università di Pisa.