Le qualità della mindfulness nella relazione d’aiuto

La trasformazione della nostra mente/cuore attraverso lo sviluppo di stati mentali costruttivi (calma concentrata, consapevolezza, compassione, benevolenza, equanimità, ecc.) diventa perciò focus centrale del corso. Il percorso formativo integra la consapevolezza e le qualità dell’essere sviluppate con la pratica interiore sostenuta dalla meditazione e lo studio della psicologia e filosofia buddista con l’apprendimento degli aspetti teorici e metodologici della scienza della mente moderna e della relazione d’aiuto. Il modello si fonda sulle evidenze della moderna scienza cognitiva ed ha le sue radici nella visione buddhista come scienza e psicologia della mente intesa da una prospettiva laica e non schierata con alcuna corrente. In particolare la nostra esperienza ci ha confermato l’importanza di integrare la mindfulness con le qualità dell’essere che riteniamo altrettanto significative come l’amore e la compassione. Ciò è stato possibile grazie a molti anni di paziente lavoro svolto con seminari, docenze in scuole di psicoterapia e counseling, incontri individuali, convegni, formazione e specialmente pratica personale del team dei docenti. L’assunto fondamentale è che un’attitudine meditativa, consapevole e compassionevole possa avere un ruolo determinante per far maturare e sviluppare quei fattori mentali salutari che definiamo “qualità dell’essere” e che possono sostenerci e farci sentire comodi in qualunque situazione anche quelle più stressanti.

E’ questa attitudine che fa da sfondo e contenitore per l’ascolto profondo, empatico e partecipe. L’ipotesi è che grazie a queste qualità sia possibile attivare una capacità di “cura” che non appartiene né a un’operatore della relazione di aiuto né a un cliente in quanto tali ma appartiene a tutti nell’ambito delle relazioni. Una capacità che si origina nel contesto dell’interazione laddove siano presenti la consapevolezza, l’amore, la compassione e gli altri aspetti costruttivi della “mente-cuore”. La ricerca scientifica

nell’ambito delle neuroscienze si è interessata estesamente allo studio degli effetti della pratica meditativa sia sul versante delle capacità di attenzione e consapevolezza sia sul versante degli stati mentali costruttivi, in particolare la compassione. Sulla base di queste ricerche sono stati sviluppati diversi modelli che hanno la mindfulness come riferimento. Il tema centrale è la scoperta della mindfulness, o consapevolezza, intesa come qualità mentale che può essere sviluppata nell’essere umano, unitamente ad altri fattori, come ad esempio la serenità e la compassione, la tranquillità e la saggezza intuitiva. Queste qualità della mente e del cuore sono anche definite emozioni costruttive (Dalai Lama e Goleman 2003), stati mentali che sono la manifestazione della mente pacificata ed equilibrata.

Quindi ci si focalizza sull’integrazione tra la meditazione (e la mindfulness in particolare) con la relazione di aiuto, soprattutto in relazione all’importanza della pratica personale dell’operatore, non solo nel caso in cui utilizzi un modello di integrazione tra meditazione e relazione di aiuto, ma anche e soprattutto per l’efficacia della meditazione e del sentiero spirituale nel far maturare quelle qualità umane ed esistenziali, come appunto la presenza e l’empatia, che sono fondamentali allo sviluppo di una relazione significativa e che quindi concorrono a renderla efficace.

La psicologia buddista è fondamentalmente radicata nel metodo introspettivo di ricerca, e si dirige principalmente alla definizione della mente e delle diverse caratteristiche dell’attività mentale, dalla percezione, all’emozione, alla cognizione, con il principale intento di fornire strumenti per la guarigione e l’evoluzione spirituale che porta alla guarigione dalla sofferenza. La finalità della liberazione è il riferimento centrale dello studio della mente nel buddismo: l’insegnamento sulle Quattro Nobili Verità, che descrive l’origine della sofferenza e la via per realizzare la liberazione viene considerato il fondamento di tutti gli insegnamenti buddisti.

Un altro aspetto fondamentale è il pragmatismo: sebbene gli insegnamenti abbiano livelli di complessità e di raffinatezza elevati, generalmente lo studio intellettuale è incoraggiato in funzione della pratica meditativa, che viene considerata lo strumento essenziale per realizzare la conoscenza. Lo studio, la comprensione intellettuale, la conoscenza razionale preparano il terreno per lo sviluppo della motivazione, per sostenere l’impegno all’esplorazione profonda e quindi per intraprendere il cammino meditativo. La conoscenza deriva dall’esperienza e appartiene alla dimensione intuitiva piuttosto che a quella razionale.